Far dormire i bimbi da soli: scopriamo come e quando

Una tappa importante sia per i bambini che per i genitori: far dormire i bimbi nella loro cameretta. È una tappa importante per tutta la famiglia: per i genitori perché devono sentirsi pronti a questo cambiamento, vivendolo con serenità e per il bambino che deve essere ugualmente pronto a questo importante passo di autonomia e indipendenza.
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Apro questo articolo con l’augurarvi un buon Natale e un felice 2023 ma, colgo l’occasione anche per parlarvi di una tappa importante sia per i bambini che per i genitori: far dormire i bimbi nella loro cameretta.

È una tappa importante per tutta la famiglia: per i genitori perché devono sentirsi pronti a questo cambiamento, vivendolo con serenità e per il bambino che deve essere ugualmente pronto a questo importante passo di autonomia e indipendenza.

Cosa significa essere pronti? 

Essere pronti significa scegliere il momento giusto per fare questo importante passo e per “momento giusto” intendo un periodo tranquillo per tutti. Infatti, se si sta vivendo un momento pieno di impegni, di forte stress o di altri cambiamenti in atto, non è consigliabile intraprendere anche lo spostamento del piccolo nella sua stanza.

Questo cambiamento deve avvenire in un momento di tranquillità e di serenità: se state pensando di spostare il vostro bambino nella sua cameretta e allo stesso tempo il piccolo sta iniziando ad andare al nido, vi consiglio di rimandare lo spostamento di qualche mese; allo stesso modo se per voi genitori è un periodo molto intenso dal punto di vista lavorativo e degli impegni quotidiani, vi consiglio di aspettare ancora un po’.

Spostare il bambino nella sua cameretta richiede anche pazienza perché non è detto che il bambino al primo tentativo reagisca in maniera positiva, o che non richieda maggiori attenzioni nella fase dell’addormentamento.

Detto questo, forse ti starai chiedendo che cosa centro il Natale con lo spostamento del bambino nella sua stanza! Bene, te lo spiego subito: solitamente le vacanze di Natale coincidono con una maggiore tranquillità perché c’è un arresto o un rallentamento dalla frenetica quotidianità: i genitori hanno qualche giorno libero dal lavoro e i bambini non vanno a scuola, quindi affrontare questo cambiamento durante le vacanze di Natale potrebbe essere il momento giusto, in presenza anche di altri importanti fattori come il rischio SIDS e lo sviluppo psicomotorio del bambino che vedremo tra poco.

Come e quando spostare il bambino nella sua stanza

Fate vivere al bambino la sua cameretta fin da subito

Se il bambino non ha mai vissuto lo spazio della propria stanza avrà sicuramente più difficoltà ad addormentarsi lì. 

Il mio consiglio è di far vivere la stanza al bambino fin dai primi giorni di vita: per esempio potreste posizionarci il fasciatoio, oppure – lo consiglio anche per lo sviluppo psicomotorio del piccolo – creare proprio nella cameretta un angolo morbido con tappetoni, palestrina e libri morbidi.

In questo modo il neonato vivrà la sua stanza e farà ginnastica psicomotoria fin da subito, sia a pancia in su, ma soprattutto sperimenterà il tummy time, la ginnastica a pancia in giù.

L’angolo morbido sarà un angolo della stanza dedicato proprio ai primi momenti di psicomotricità e, nel corso del primo anno di vita, potrà essere modificato più volte in base alla crescita e alle competenze motorie del piccolo. 

Così facendo, la stanza, del bimbo diventerà un luogo familiare e accogliente e sarà in grado di orientarsi all’interno di quello spazio.

Osservate il sonno del vostro bimbo

Tranquilli, non vi sto dicendo che dovete stare con gli occhi spalancati sul piccolo per un’intera notte! Assolutamente no!

Vi sto chiedendo invece di rispondere ad una semplice domanda: il bambino ha frequenti risvegli notturni o dorme, senza interruzioni, un’intera notte?

Se il bambino dorme senza interruzioni è un segnale da non sottovalutare: potrebbe essere pronto ad andare nella sua cameretta.

Preparate il bambino

Quando avrete deciso di spostare il piccolo nella cameretta, nei giorni precedenti iniziate a parlarne con lui: informatelo che tra qualche giorno farà le ninne lì e che voi sarete con lui. Se dovete acquistare un lettino nuovo, fatelo insieme a lui, coinvolgetelo nella scelta o nello spostamento del lettino dalla vostra alla sua camera. Rendetelo partecipe, questo lo farà sentire sicuro. 

La scelta del lettino

In commercio esistono i lettini evolutivi che crescono con il bambino. Sono lettini che si trasformano: da culla nex to me a lettini che vanno bene fino ai 6 anni.

Scegliere un lettino evolutivo anche se nell’immediato ha un costo più elevato, nel tempo è un risparmio! Piuttosto che acquistare una culla nex to me che intorno ai sei mesi dovrete cambiare perché il piccolo non ci entrerà più, vi consiglio si acquistare un lettino evolutivo.

Questo faciliterà lo spostamento nell’altra stanza in quanto il bambino avrà lo stesso letto, lo stesso materasso, senza necessità di doversi abituare ad una nuova struttura.

Preferite lettini che si trasformano in lettini montessoriani in modo da rendere autonoma anche l’entrata e l’uscita dal lettino. 

Il primo sonno preferibilmente di giorno

Quando siete pronti, vi consiglio di iniziare con il riposino pomeridiano: essendo sicuramente più corto del sonno notturno permetterà al bambino di abituarsi gradualmente. E permetterà a voi di essere maggiormente sereni perché sarete meno stanchi rispetto alla sera. 

Da che età?

L’età giusta non esiste. Esiste l’età giusta per quel bambino che è diversa dall’età giusta di quell’altro bambino. Quindi, osservate sempre i vostri figli, saranno loro a comunicarvi di essere pronti.
Dategli sempre sempre il giusto sostegno e gli stimoli corretti!

L’unico riferimento temporale che riporto qui è quello riferito ai dati scientifici dell’American Academy of Pediatrics in merito al rischio SIDS, comunemente chiamata morte in culla: tra i fattori preventivi della SIDS troviamo il co-sleeping ovvero la condivisione del sonno (dormire nella stessa stanza, su una superficie separata). Il rischio SIDS si riduce a partire dai 6 mesi per risolversi generalmente a 12 mesi. Questo significa che per almeno il primo anno di vita il piccolo dovrebbe dormire nella stessa stanza dei genitori. 

L’unica consapevolezza che dovete avere, cari genitori, è quella di essere pazienti: il bimbo potrebbe avere bisogno di più contatto nella fase dell’addormentamento. In questo caso, leggete un libro, raccontate una favola, datagli la vostra mano. Oppure potrebbe svegliarsi e venire nella vostra stanza: rassicuratelo sempre, abbracciatelo e insieme tornate nel lettino! 

E allora buon Natale, buon 2023 e ricordatevi cari genitori, che a dormire s’impara!